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Funi metalliche in acciaio

Le funi metalliche in acciaio possono essere chiamate anche corde o cavi ed il loro impiego nei campi più differenti risponde alle diverse esigenze connesse al sollevamento, ma possono essere anche impiegate in altri campi come ad esempio la legatura dei materiali, ecc.

Le funi metalliche vengono identificate principalmente da due elementi: il numero dei trefoli ed il numero dei fili per ogni trefolo.  Possono essere lucide, zincate o in acciaio inossidabile.
Tutte le funi possono essere rivestite con differenti colori in PVC, polipropilene, ecc.

Le funi vengono preparate in rotoli o bobine a seconda della lunghezza richiesta dal Cliente.

Per ordinare le funi metalliche  in acciaio si consiglia di specificare:
- lunghezza in metri;
- diametro in millimetri;
- tipo della fune;
- anima tessile o metallica;
- avvolgimento crociato o parallelo, destro o sinistro
- resistenza unitaria dei fili in kg/mmq
- carico di rottura della fune espresso in kg o kN;
- finitura superficiale lucida o zincata o inox
- imballo in rotoli, bobine o crociere.

Rimandiamo ai links “Consigli D’uso” e “Caratteristiche per le funi metalliche” per tutte le caratteristiche d’uso e manutenzione.

Tutte le funi vengono fornite con il Certificato di Conformità in accordo alla normativa vigente D.Lgs n. 17 del 27/01/10 ed alla Direttiva Macchine 2006/42/CE.

Le diverse tipologie sono:

 

Caratteristiche delle Funi di Acciaio

FUNE:  è un organo flessibile formato da un insieme di fili di acciaio, di forma e dimensioni appropriate, avvolti elicoidalmente  in uno o più gruppi concentrici attorno ad un filo o ad un nucleo centrale (anima); la forma della sezione è generalmente inscrivibile in una circonferenza.

TREFOLO: è un insieme di fili avvolti ad elica attorno ad un’anima centrale che può essere tessile o metallica.

FILO: elemento essenziale della fune in acciaio.

ANIMA: è il nucleo centrale della fune. Può essere tessile (sisal, canapa,ecc.) o artificiale (polipropilene) o metallica (fili di acciaio).

DIAMETRO NOMINALE DELLA FUNE: è il diametro della circonferenza circoscritta alla sua sezione trasversale ed è espressa in millimetri. La norma UNI 7291-74 indica le tolleranze ammesse sul diametro nominale della fune.

Tolleranze ammesse sul diametro delle funi

Diametro fune (mm)

Funi con anima metallica (%)

Funi con anima tessile (%)

2-3

+7 -1

-

4-5

+6 -1

+8 -1

6-7

+5 -1

+7 -1

≥8

+4 -1

+4 -1

FORMAZIONE: è la struttura della fune rilevata dalla sezione retta (numero e disposizione dei fili, dei trefoli e dell’anima). Nelle tabelle per le funi a trefoli si indicano in successione il numero dei trefoli, il numero dei fili che compongono i trefoli e la composizione dell’anima.

 SENSO DI AVVOLGIMENTO: rappresenta il senso con cui sono avvolti i fili (e o i trefoli).

 Si possono avere due sensi: il destro ed il sinistro come rappresentato nelle figure a lato.

- avvolgimento “Z” a destra che presenta le spire visibili da sinistra verso destra;

- avvolgimento “S” a sinistra che presenta le spire visibili da destra verso sinistra.

A seconda del senso di avvolgimento dei trefoli e dei fili esterni possono essere crociata  o parallela.

Si ha una fune parallela quando il senso di avvolgimento dei trefoli e dei fili esterni che compongono il trefolo è uguale, se diverso si ha una fune crociata.

   PARALLELA              CROCIATA

 parallela_crociata

 

 

 

 

 

SEZIONE METALLICA: è la somma delle aree delle sezioni dei fili con un piano normale all’asse della fune ed è in funzione del coefficiente di riempimento f.

Funi con anima tessile                                    f= 0,45-0,50 circa

Funi con anima metallica                               f= 0,55-0,60 circa

Funi compattate                                               f=0,65-0,75 circa

 

S= f * (π/4)*d²

 

dove

S=sezione metallica

f= fattore di riempimento

d=diametro della fune

 

PROTEZIONE SUPERFICIALE O LUBRIFICAZIONE: la lubrificazione è uno strato protettivo generale che permette di proteggere la fune dall’ossidazione e di ridurre gli attriti tra fili e trefoli. Viene eseguita in fase di cordatura.

La zincatura è una protezione che permette una maggiore protezione in ambienti aggressivi dove agiscono agenti corrosivi come ad esempio l’inquinamento atmosferico , acqua marina, ecc. Può essere realizzata mediante il processo di immersione dei fili in bagno di zinco fuso o elettroliticamente.

CARICO DI ROTTURA MINIMO: è il carico di rottura minimo garantito figurante nelle tabelle del  ns catalogo in corrispondenza di ogni fune.

CARICO DI ROTTURA EFFETTIVO: è il massimo carico ottenuto rompendo un tratto di fune in una macchina di trazione. Questo  deve sempre essere pari o superiore a quello minimo garantito.

PREFORMAZIONE: i singoli fili del trefolo ed  i singoli trefoli di una fune sono opportunamente sagomati per mezzo di testa di preformazione prima che vengono assemblate nella fune finita.

ALLUNGAMENTO E MODULO ELASTICO: la fune sottoposta ad uno sforzo di trazione subisce due tipi di allungamento:

  • elastico: è dovuto all’elasticità dell’acciaio;
  • permanente: oscilla dal 2% all’8% ed è dovuto all’assestamento delle varie parti della fune.

MASSA: è il peso approssimativo della fune per metro lineare.

 

VARIAZIONE DELLA PORTATA IN FUNZIONE DELL’ANGOLO AL VERTICE

Per conoscere la portata effettiva di una braca usata con un dato angolo al vertice si divide la portata verticale per il coefficiente C del diagramma.

E’ sconsigliato utilizzare le brache con divergenza al vertice superiore a 120° in quanto oltre tale limite la portata varia grandemente con piccole variazioni dell’angolo.

variazione_della_portata_in_funzione

 

Angolo al vertice

10°

20°

30°

40°

50°

60°

70°

80°

Coefficiente

1

1,004

1,015

1,035

1,064

1,103

1,155

1,221

1,305

Angolo al vertice

90°

100°

110°

120°

130°

140°

150°

160°

170°

Coefficiente

1,414

1,556

1,743

2,000

2,366

2,924

3,864

5,759

11,474

Esempio:

Si abbia una braca a due bracci con portata in verticale di 1000 kg e si voglia conoscere la portata con un angolo al vertice di 90° e 120°.

Si divide la portata in verticale (1000 kg) per il coefficiente letto sul diagramma in corrispondenza dell’angolo al vertice di 90° (C=1,414) e 120 ° (C=2,000):

 

portata effettiva con angolo al vertice di 90° =  1000÷1,414 = 707 kg

 

portata effettiva con angolo al vertice di 120°= 1000÷2,000 = 500 kg

 

707 Kg x 2 bracci =  1414 Kg portata a 90° del tirante a 2 bracci

500 Kg x 2 bracci = 1000 Kg portata a 120° del tirante a 2 bracci

Se volessimo trovare la portata di un tirante a 4 bracci dovremmo aggiungere 50% alla portata del tirante a 2 bracci.

 

Portata tirante 4 bracci a 90°  =  1414 Kg + 50% = 2121 Kg

Portata tirante 4 bracci a 120° = 1000 Kg + 50% = 1500 Kg

 

 

PORTATA DELLA FUNE DI ACCIAIO IN PARTICOLARI CONDIZIONI

Quando la fune viene piegata  su un perno  con un diametro da 2 a 4 volte il diametro della fune o viene utilizzata per sollevare dei materiali con spigoli vivi il carico di rottura della fune  diminuisce dal 40% al 60%.

E’ consigliabile utilizzare dei paraspigoli o delle redance per proteggere la fune.